Ogni settimana un bimbo soffoca, strozzato da un boccone. Qui la dj Paoletta racconta come ha aiutato il suo Samuele grazie a un corso fatto per caso.
«Pensi che imparare le manovre non
serva, che nel panico non le ricorderesti. E invece è lì che sei più
lucida. E conti: cinque colpi alla schiena, cinque allo stomaco, di
nuovo schiena, e ancora stomaco. Sperando che tuo figlio sputi quel
boccone che lo strozza. E alla fne lo sputa». A Paoletta, 44 anni,
storica dj di Radio Italia, e al suo Samuele, 2 anni, è andata bene. Un bimbo a settimana, invece, soffoca per un boccone o
un piccolo oggetto inghiottito per sbaglio: la prima causa di morte
improvvisa tra i bambini italiani. «Perché nessuno sa come
soccorrerli», continua Paoletta. Che grazie a una sola lezione di
pronto soccorso pediatrico, seguita per caso, ha evitato il peggio, e
ora ha lanciato una petizione (su paolettablog.com) «per chiedere che il governo inserisca queste lezioni nelle materne e nei corsi preparto».
Servono davvero?
«Eccome. Basta un’ora a memorizzare le manovre che servono. Non solo quelle anti-ostruzione: anche il massaggio cardiaco. Ogni anno muoiono 700 bambini per arresto cardiaco, saperli rianimare ne salva il 50%».
A lei che cosa è successo?
«Era agosto, con Samuele giocavamo al guidatore: auto spenta, lui al volante, io dietro. Apre la mia borsa e prende un biscottino. Se lo mette in bocca. E subito strabuzza gli occhi, cerca l’aria. Non dimenticherò quell’espressione. Mi fondo davanti, in lacrime. Agisco col pilota automatico: aferro la mandibola, lo giro e inizio a colpirgli la schiena. Eseguo le manovre per 40 secondi e lui, fnalmente, sputa».
Il corso quando l’aveva seguito?
«A febbraio, controvoglia. Mi dicevo: inutile, me ne dimenticherò subito. E invece 6 mesi dopo sapevo ancora tutto. Per questo lo Stato ci deve obbligare a farli. È così facile salvare una vita: se sai muoverti il panico non vince».
Che reazioni ha avuto, alla petizione?
«Mi hanno scritto in tanti con la mia stessa esperienza, ma è solo l’inizio: fnora ho raccolto 600 frme, ne vorrei 10 mila».
(Fonte: http://www.vanityfair.it/)
Servono davvero?
«Eccome. Basta un’ora a memorizzare le manovre che servono. Non solo quelle anti-ostruzione: anche il massaggio cardiaco. Ogni anno muoiono 700 bambini per arresto cardiaco, saperli rianimare ne salva il 50%».
A lei che cosa è successo?
«Era agosto, con Samuele giocavamo al guidatore: auto spenta, lui al volante, io dietro. Apre la mia borsa e prende un biscottino. Se lo mette in bocca. E subito strabuzza gli occhi, cerca l’aria. Non dimenticherò quell’espressione. Mi fondo davanti, in lacrime. Agisco col pilota automatico: aferro la mandibola, lo giro e inizio a colpirgli la schiena. Eseguo le manovre per 40 secondi e lui, fnalmente, sputa».
Il corso quando l’aveva seguito?
«A febbraio, controvoglia. Mi dicevo: inutile, me ne dimenticherò subito. E invece 6 mesi dopo sapevo ancora tutto. Per questo lo Stato ci deve obbligare a farli. È così facile salvare una vita: se sai muoverti il panico non vince».
Che reazioni ha avuto, alla petizione?
«Mi hanno scritto in tanti con la mia stessa esperienza, ma è solo l’inizio: fnora ho raccolto 600 frme, ne vorrei 10 mila».
(Fonte: http://www.vanityfair.it/)

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